Celebrazione penitenziale per i missionari

Da Secondo Giorno 10 Agosto 2009

Don Giacomo Pavanello, diacono della comunità Nuovi Orizzonti, propone la sua riflessione sul valore della confessione e della celebrazione penitenziale in preparazione all’evangelizzazione di strada e di spiaggia:

Perché iniziare una missione con due giorni di catechesi ? Perché ancor più fermarsi per una celebrazione penitenziale? Non sarebbe forse più urgente immergersi subito nella mischia, senza perdere tempo?

Fuori del silenzio ovattato delle nostre chiese c’è un mondo che grida forse l’ultimo urlo disperato di chi sa che sta morendo di una morte lenta, che progressivamente, giorno dopo giorno, chiude sempre più il cuore fino a soffocare ogni tentativo di lasciarsi amare e di amare l’altro. Tutto ciò ha spesso la forma visibile dello sballo, del divertimento sfrenato, del sesso perverso… alla radice c’è tuttavia sempre e comunque una rabbia, una ferita, un dolore, un cuore squarciato. Impensabile poter andare per strada ad accogliere lacrime di sangue senza prepararsi con cura. Impensabile poter essere portatori di pace senza averla ricevuta nel cuore. Impensabile poter essere ministri di misericordia senza aver lasciato operare la “divina chirurgia” su di sé. Impensabile poter essere strumenti di grazia senza averla ricevuta anche sacramentalmente.

Ecco perché stiamo “perdendo tempo”. Perché siamo coscienti che non andremo in strada a portare niente di più di quello che Dio ci vorrà donare. Perché siamo coscienti che se non lasciamo ai piedi della croce tutto ciò che ci è di intralcio, peccato compreso, non potremo far posto all’altro che cercherà uno sguardo accogliente e un sorriso amico. Perché siamo coscienti che è dalle nostre ferite accolte, amate ed offerte che potrà scaturire la speranza e la guarigione per molti.

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