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| Da Sesto Giorno 14 Agosto 2009 |
Spettacolo o evangelizzazione? Shock o preghiera?
Le risposte potrebbero essere molteplici e magari non mancheranno di fioccare anche le critiche per la forza della rappresentazione. Noi non volevamo essere motivo di shock per nessuno ma non era nemmeno nostra intenzione lasciare indifferente la gente.
Il male ha un modo subdolo per entrare nel nostro cuore: ci illude di essere un bene, ci illude di darci la gioia ma nasconde le schiavitù verso le quali ci porta. Quante volte un vino buono ci ha portato a dimenticare la serata con gli amici e a svegliarci con il mal di testa? Quante volte un bel incontro si trasforma nel vuoto di un lenzuolo caldo di sapori d’amore che bruciano nello stomaco e lasciano soli al risveglio? Quante volte la nostra immagine, la nostra carriera ha avuto il sopravvento sul nostro sogno di una vita felice? Il lato oscuro della medaglia potremo dire: ma il dubbio che tutto ciò sia distruttivo per i sogni di una vita concediamocelo, se non per la logica sottostante perlomeno per quei sentimenti che battono nel nostro cuore e che non potremo soffocare all’infinito.
Gesù passeggia nei nostri cuori soffrendo con noi: non un Gesù gioioso di vederci soffrire, ma un Gesù che passa con la sua croce nel nostro cuore e carica su di sè anche la croce che stiamo vivendo noi. Questa sera in strada abbiamo incontrato un pò di tutto: prostituzione, tossicodipendenza, alcolismo, sesso usa e getta, furto, dipendenza dal denaro. L’abbiamo rappresentato nella sua forma più esasperata, nella sua forma più estrema. Non con l’intento di far soffrire nessuno, ma per rappresentare emotivamente quanto avviene ogni giorno nella vita di ognuno.
Quanti di noi, pur non arrivando all’estremo di una siringa piantata nel braccio, sono schiavi di sostanze? Molti di noi per primi che in questi giorni passeggiavamo tra gli ombrelloni dei vacanzieri abbiamo avuto un passato simile. Quanti di noi, pur non arrivando alla prostituzione, sono schiavi di una sessualità malata? Molti di noi per primi che in questi giorni battevamo i viali del turismo notturno e della movida riccionense eravamo schiavi di questa cosa.
Ma qualcosa è cambiato o può cambiare nella nostra vita e quando Gesù passa nel nostro cuore, sofferente e con la sua croce, in quello sguardo silenzioso ci chiede di caricarsi anche della nostra sofferenza per liberarci dal peccato e donarci la resurrezione.
Questa era la Via Crucis di stasera: il desiderio di urlare lungo viale Dante che quel Cristo che silenziosamente va al patibolo non lo fa per un macabro gusto di un masochismo malato, ma per farsi carico delle nostre sofferenze e donarci la felicità vera. Non lo fa per privarci del divertimento, ma per donarci un qualcosa che va oltre il divertimento, per donarci la vera felicità. Non per pazzia suicida si fa sottomettere dal peso della croce, ma per l’amore di una libertà che parte dal cuore, una libertà che ci fa innamorare senza denudare, ci fa divertire senza distruggere, ci fa soffrire senza rimaner schiacciati. Una libertà che vuole donare a tutti noi anche a costo di rimetterci la sua di vita.
Tanto la via Crucis è stata fredda e cinica nella sua rappresentazione quanto queste ultime parole di conclusione: non c’è alcun godimento da parte nostra se la rappresentazione di stasera ha lasciato a qualcuno 5 minuti di turbamento o una strana sensazione di rigetto e schifo per quanto visto. Lo schifo che in alcuni momenti è nato nel cuore lo possiamo prendere in mano, guardarlo e offrirlo in chiesa a quel reietto che passeggiava, a quel Cristo che provocava ribrezzo al minimo sguardo.
Mai l’aquila ha perso tanto tempo come quando volle farsi insegnare dal corvo: tutti i sogni che senti nel cuore sono sogni di chi sa volare ad alte quote non di chi si nutre del cadavere altrui. Quando la sera, a letto, si prova la sensazione di aver fatto tanto durante la giornata ma niente di utile, quando la mattina dopo la notte in discoteca si sente solo un fischio nelle orecchie e si cerca di ricordare il nome di quella donna o uomo che si è incontrati e amati per qualche minuto, quelli sono i momenti in cui si comrpende quanto i sogni d’aquila si sono trasformati in un corvo che si nutre di cadaveri e scarti della vera felicità.
Per chi vuole sapere come è finita la storia, quella croce è diventata la sua vittoria, nella sua morte ha ridato la vita a molte persone, con la sua sofferenza ha dato la gioia a chi ha saputo affidarsi. Lui è risorto dalla morte, noi, in Lui e con Lui, possiamo risorgere dalle nostre piccole morti quotidiane, dalle nostre dipendenze, dalle nostre schiavitù e da tutto ciò che ci distrugge dentro.
Se hai voglia di provare qualcuno pronto ad ascoltarti e guidarti esiste e su questo sito lo puoi incontrare.







Un commento
Il video di “Jesus on the road” è stato uno dei più belli e toccanti che abbia mai visto, se non il più toccante. Complimenti a tutti quelli che lo hanno interpretato e all’eccezionale realismo… Il messaggio di Gesù grazie a voi sta riprendendo vita dopo anni di silenzio e di religione fatta solo nelle chiese.
Grazie, grazie, grazie e che Dio vi benedica!