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| Da Primo Giorno 9 Agosto 2009 |
Quest’anno in missione erano presenti anche missionari dall’estero: ecco appunto la testimonianza di Dominik e Kristyna della Repubblica Ceca
Kristyna ha fatto quest’anno la scuola di evangelizzazione con le sentinelle del mattino di Pasqua a Firenze. Ha vissuto la missione a Riccione come ultima prova prima di portare quest’evangelizzazione anche nella sua terra madre, la Repubblica Ceca.
Dominik invece non sapeva a che cosa sarebbe andato incontro: per lui è stata una settimana in cui si è affidato a Cristo spinto dall’entusiasmo di Kristyna.
Durante la missione il Signore si faceva vedere come Dio personale per ognuno di noi. Ci ha donato delle grazie: un incontro personale di guarigione che abbiamo sperimentato ognuno di noi, ci ha fatto vedere i nostri doni, ci ha aiutato ad abbandonarci a Lui attraverso ”le nostre piccole morti”, abbiamo sperimentato la forza del Suo Spirito, ci ha insegnato a rendergli grazie e tutto questo affinché ci facesse capire quale via ha preparato per noi. Ha entusiasmato i nostri cuori per le missioni!
Quello che vogliamo specialmente condividere con voi è la risposta concreta del Signore alla nostra preghiera. L’ultimo giorno eravamo in coppia insieme e andando ad evangelizzare sulla spiaggia pregavamo: Grazie Signore, che oggi ci mandi dei ragazzi della repubblica Ceca da evangelizzare (la nostra paura era infatti la lingua). E quella sera durante la Luce nella notte il Signore ci ha risposto. Una coppia ci ha chiamati perché avevano incontrato un ragazzo dalla Repubblica Ceca! Abbiamo parlato con lui almeno un ora e mezza, è entrato in chiesa, ha fatto tutto il percorso e alla fine ha ricevuto la benedizione da un sacerdote.
Kristyna racconta: “È stato stranissimo per me, per la prima volta avevo raccontato la mia testimonianza in ceco, per la prima volta facevo evangelizzazione come se fosse a casa mia! Lui è stato la nostra risposta, un ragazzo tipico ceco – non battezzato, in ricerca di qualcosa. È possibile evangelizzare in questo modo nel nostro paese!”
Dominik invece ci dice: “Quello che mi ha colpito già all’inizio era la gioia, la preghiera e la liturgia vissuta cosí gioiosamente come non si vede da noi. Stavo da molto cercando un modo di vivere cosí la liturgia: ho provato una liberazione per poter vivere la gioia della resurrezione e dell’esistenza di Dio con tutto il mio corpo. Ho capito che proprio questa gioia la devo portare agli altri: a tutti quelli che la cercano cosí tanto.
Ora stiamo pregando affinché si aprano le porte, e sicuramente una luce nella notte si accenderà anche nel nostro paese.”

