Uno dei momenti più forti della missione è stato senza dubbio Jesus on the Road: la via Crucis in chiave moderna lungo viale Dante che ha senza ombra di dubbio scosso i passanti.
Molto il materiale legato a Jesus on the Road: immediatamente abbiamo pubblicato un post che potete rileggere cliccando qui, poi Sara, una missionaria, ci ha riproposto un video sintesi e ora Lucia, missionaria di Nuovi Orizzonti e evangelizzatrice di strada da gran tempo, che ci propone una sintesi riflessione della via Crucis con le sue sensazioni e le emozioni che lei ha provato.
Un grido. Si aprono le porte della Chiesa in Viale Dante ed esce Lui, l’“Impostore”, il “Bugiardo”, o almeno è così che lo chiamano.
E’ un uomo nudo, con addosso un saio, coperto di sangue.. sopra le spalle una croce. Ci sono uomini vestiti da militari che urlano rovesciandogli addosso rabbia e imprecazioni, e lo piegano sotto i colpi del manganello.
Ma si! E’ Gesù, lo conosciamo… Niente di nuovo. Possiamo continuare a passeggiare.. “Lo vuoi un gelato?”.. a vendere.. “Baia Imperiale! venite stasera?”.. Sarà sicuramente l’inizio di una via crucis.. un’iniziativa della parrocchia.. Qualcuno più interessato pensa : “che bello, ora inizia..” ma poi ci ripensa: “che cattivo gusto però.. farla di ferragosto.. e a Riccione poi”.. Le grida si fanno più forti., le parole di accusa pesanti.. “Bastardo”.. “ guardatelo il vostro Re.. è solo un pezzo di m….” . “Ho sentito bene?.. no, è impossibile, siamo davanti alla chiesa e ci sono quei bravi ragazzi dei missionari.. avrò capito male”. Ma cosa sta succedendo?
I soldati e Gesù scendono i gradini della chiesa e iniziano a percorrere viale Dante. Lo scenario cambia improvvisamente. Non è più il quadretto della via crucis che siamo abituati a vedere.. non ci sono distanze .. Cosa fanno? Fermi! Ma dove sono i vigili? Perché nessuno ferma il traffico? Perché nessuno ci ha avvertito? Gesù sotto la croce deve farsi spazio tra i passanti increduli.. Un brivido corre sulle schiene di tanti.. non ci sono vie di fuga e si è “costretti” a restare..
Viale Dante alle 23,00 è un viavai di gente.. signori in vacanza, bambini con i nonni, coppie di fidanzati.. ma per lo più ragazzi in preda all’euforia per ciò che dovrà accadere.. che inizia lì, con una riduzione spacciata da un pr, lo sguardo ammiccante di una ragazza, la “pasta” venduta ad un angolo, centinaia di sguardi incrociati, che vedono senza guardare, che esprimono un’unica e insaziabile sete di sballo.. e continuerà in uno dei templi della trasgressione e del divertimento, dove perfetti sconosciuti diventeranno amanti, il cervello inizierà a disconnettersi, lo stomaco urlerà il suo “basta!” vomitando anche le viscere, gli amici, quelli veri, scompariranno, il vuoto comincerà a scavare, qualche cellula cerebrale a bruciarsi e via….
Gesù passa… Ci sono delle donne che gridano: “di cosa sei venuto a parlarci? della famiglia? ma guardati.. fai schifo! sei così triste! ancora non hai capito! è il sesso che conta! il divertimento”…
Gesù passa… due ragazze, per terra, la siringa sul braccio. Si ferma… le guarda… cade per la prima volta.
Gesù passa.. I soldati: “devi morire!” Ai soldati si aggiunge il popolo.. “Deve morire!”.. Al popolo i passanti.. “ Porco, maiale!”.. “E’ troppo..” .. “ E’ un’indecenza!”.. “Ma chi ha dato il permesso per uno schifo del genere?”.
Gesù passa.. La cubista su una panchina, col frustino, dentro la sua finzione scenica di donna che basta a se stessa, e che ha tutto il mondo ai suoi piedi perché ancora né un filo di grasso, né una ruga, né un segno del tempo l’ha ancora segnata, “ma guardati! sei solo uno che soffre!”.
Gesù passa.. E passa la Croce. Ora non si capisce più che è nella scena e chi ne è fuori. Inaspettatamente la finzione è diventata realtà.. Il pr con i biglietti della Baia, il ragazzino che cerca la prevendita per il Cocoricò, la signora in vacanza, gli abitanti del quartiere, il papà e la mamma con il passeggino.. tutti si ritrovano improvvisamente dentro la scena.. sono costretti a prendere posizione.. e consapevolmente o inconsapevolmente, una posizione la prendono.. I più voltano lo sguardo, non vogliono “occuparsene”.. qualcun altro prima di loro lo ha fatto.. se ne lavò le mani.. chi è abituato a vendere morte, incita alla morte, entra nel delirio degli accusatori, guardandolo negli occhi lo deride, lo umilia, grida “a morte!”, e altre grida e insulti impronunciabili.. gli insulti colpiscono anche i missionari .. “anche tu eri uno di quelli che lo seguiva…”
Come in un esorcismo la Croce passa e divide.. “chi non è con me è contro di me”.. La Croce è pietra d’inciampo.. se ne prendono le distanze, si alzano le grida, ci si aggrappa all’ipocrisia del “cattivo gusto”, del “fanatismo”, dell’ “eccesso”.
Ma anche chi rimane, come me, fino alla fine e segue Gesù stazione dopo stazione, tra la gente, e si ritrova alla fine dentro una chiesa buia dove ti sono messi in mano i chiodi della crocifissione, ha un grido dentro. Sono rimasta seduta sul banco, immobile, in silenzio, senza riferimenti, con la sensazione di aver ricevuto un pugno nello stomaco, incapace di credere all’annuncio della resurrezione che pure alla fine veniva dato, perché ero ancora dentro il mistero di un Dio che scandalizza, che è scomodo, che è fuori posto.. “come uno davanti al quale ci si copre la faccia.. era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima”..
L’impatto emotivo è così forte che ci si chiede se è troppo.. anch’io che ho partecipato alle prove di questa rappresentazione, ero la tossica al bordo della strada con la siringa nel braccio e sono scappata di fronte a Gesù che cadeva davanti a me e mi guardava.. anch’io che ero dentro ed ero fuori da queste scene senza collocazione, al confine tra finzione e realtà, ora sono qui, seduta sul banco di una chiesa a chiedermi se è troppo..
Ma poi i ricordi di questi giorni, i volti, gli incontri, i dialoghi risalgono nella mente e mi accorgo che troppo non è.. Basta entrare nei privé delle discoteche, nei sexi shop, negli spacci di droghe ancora legali perché non classificate, parlare con chi spaccia e compra morte, o aspettare i ragazzi che rientrano alle sei di mattina, in fila, uno dopo l’altro, come i deportati ad Auschwitz, spenti nell’anima, per capire che troppo non è.
Se le vacanze e la spensieratezza, possono coesistere come se niente fosse, con i gironi infernali in cui centinaia di ragazzi entrano per bruciare la loro vita.. allora troppo non è. Se ragazzine di 16 anni vanno in vacanza e tornano a casa con un aborto sulla coscienza che le segnerà per la vita, perché hanno creduto alla favola del “sesso usa e getta” e del “così fan tutti”, allora troppo non è. Se si perde la lucidità con le droghe chimiche, non ci si sente drogati perché non si ha un ago in vena, ma la “pasta” è difettosa e si diventa dementi, allora troppo non è. Se si finisce la serata e forse la vita a 16 anni, con un coltello nella pancia per una rissa inutile, senza un inizio e senza una fine, scatenando violenza contro altri “te” a cui non riesci neanche a dare un volto, troppo non è. Se il divertimento è assimilato allo sballo e lo sballo può segnare l’inizio di un calvario da alcolista o tossicodipendente, troppo non è. E se a questo aggiungi che stai togliendo Dio dalla tua vita, e con Lui la gioia piena e il senso ultimo del tuo esistere.. se ti stai scavando un abisso nell’ anima, dal quale sarà difficile riemergere, ti assicuro che troppo non è.
E’ questa la Croce che passa ogni notte per le strade di Riccione, è la Via Crucis che ci siamo assuefatti a vedere., ma che c’è e irrompe nelle strade di viale Dante, di Viale Ceccarini, e chi più ne ha più ne metta, tutti i giorni di questa calda estate. Perché allora ci scandalizza tanto? Perché mi scandalizza? La risposta alla fine credo di averla trovata. Qualcosa ha urlato alle nostre coscienze e le ha svegliate senza permetterci di restare indifferenti, perché, oggi, grazie a Jesus in the Road, la via crucis che si consuma ogni notte qui a Riccione, ha finalmente tolto la maschera, prendendo il volto e i contorni di Dio.
