Dopo la Messa sono uscito per comprare il giornale. Come prevedevo c’erano le risonanze all’articolo di Don Davide. Parlava il sindaco, parlava il presidente della Confcommercio e parlava il parroco. Insomma il volto istituzionale del turismo riccionese.
Non siamo stati tanto diversi nel dire le cose: ognuno ha difeso i suoi ambiti, ognuno ha difeso il proprio lavoro. Certo cosa potevamo fare? E’ vero che ce la mettiamo tutta, che il sindaco sta facendo un bel lavoro per tirare fuori la città dallo sballo, che le strutture sane del turismo operano una accoglienza viva e gradevole, che le parrocchie fanno il loro bel lavoro pastorale…ma credetemi i giovani sono lontani. Noi preti per primi cadiamo volentieri nella trappola di non voler vedere. Ci accontentiamo dei giovani che ci sono e non tiriamo mai fuori il capo dalle sacrestie. Ma è un meccanismo di difesa, ben studiato in psicologia. Vedere le ferite dei giovani ci creerebbe un dolore così forte che preferiamo non guardare. E’ tipico dei genitori, è tipico del mondo adulto. Don Oreste diceva profeticamente: “andando avanti così la Chiesa come ha perso il mondo operaio nel dopoguerra perderà oggi il mondo dei giovani”. Mi dispiace caro sindaco, ma la profezia riguardo i giovani è valida anche per le istituzioni, se non peggio. Ieri notte, mentre si viveva la Via Crucis una ragazza è collassata alle 10.30 di sera. L’operatore del 118 le ha sussurrato: “ragazzina si comincia presto a bere”. Io sono arrivato in quel momento e l’ho vista vomitare tutto il possibile. Era vestita per modo di dire, un corpo giovane e bello, ma segnato già dal disagio interiore. Le amiche mi hanno detto che aveva già programmato di bere. Chissà se i suoi genitori, come tanti, lo sanno che sua figlia beve…
Mi dispiace, ma noi siamo lontani da questi problemi, perché toccano il cuore, toccano l’anima e qui non ci saranno proibizioni o leggi cittadine che riusciranno a risolvere il problema.
Stimo molto il sindaco che vedo operativo in tanti settori, ma dobbiamo ancora lavorare tanto e insieme perché la questione giovanile che si sviluppa nel sociale ha radici spirituali e la Chiesa oggi si deve svegliare, perché se non andiamo incontro ai giovani, mineremo il futuro stesso della chiesa occidentale.
don franco





