Don Davide Banzato – Come evangelizzare?

Da Terzo Giorno 11 Agosto 2009

Se è vero che evangelizzare non significa persuadere qualcuno riguardo una qualche dottrina religiosa, bensì rendersi docili all’azione dello Spirito Santo per testimoniare il proprio incontro personale con un Dio Vivo che si è reso presente e partecipe delle nostre quotidianità, la vera domanda che ci si può porre è come evangelizzare, come comunicare in maniera efficace questo evento cruciale che ha cambiato la vita alla maggior parte di noi.

A questa domanda Don Davide Banzato, sacerdote della comunità Nuovi Orizzonti, risponderebbe immediatamente che il vero ed unico modello di evangelizzazione è proprio Gesù stesso che “non considerando tesoro geloso la Sua uguaglianza con Dio” ha spogliato Sé stesso assumendo la condizione umana per poter condividere con noi la nostra sorte e divenire la Via da seguire, quel Vangelo Vivente che tutti noi possiamo imitare e a cui possiamo tendere.

Cosa aveva dunque di così speciale l’insegnamento di Gesù? Innanzitutto era un Rabbì (Maestro) un po’ alternativo, peripatetico e pellegrino, che non puntava sulla quantità dei discepoli che riusciva a radunare attorno a Sé bensì sulla qualità della relazione che stabiliva con loro parlando da cuore a cuore. Il Suo linguaggio non era autoritario e cattedratico ma autorevole e semplice (si esprimeva in parabole per farsi capire dalla gente comune), tanto umile da porsi allo stesso livello dei suoi interlocutori riuscendo a mantenere al contempo l’intento maieutico di aiutare i discepoli a fare luce nei loro cuori e tirare fuori loro stessi la Verità ivi insita dall’Eternità.

In definitiva l’efficacia della comunicazione di Gesù sta nella semplicità dell’essere sé stessi, come Lui era un Uomo che viveva un rapporto intimo e filiale con Dio, fondato sulla Verità e sull’Amore.

A noi missionari il compito di mettere le nostre vite completamente nelle Sue Mani per poter essere testimoni credibili di tale Amore!

4 commenti

  1. guarino gianluca
    Pubblicato 11 agosto 2009 alle 20:15 | Permalink

    ho visto le sentinelle all’opera in quel di termoli e sono rimasto veramente colpito, in maniera positiva naturalmente, dal nuovo progetto di evangelizzazione dei giovani che portate avanti. congratulazioni e buona missione. il Regno di Dio è già presente in mezzo a tutti noi. a presto

  2. laura rovere
    Pubblicato 11 agosto 2009 alle 21:29 | Permalink

    Ringrazierò il Signore fino alla fine dei miei giorni per avermi portato per mano e molto spesso in braccio da voi tutti, a NUOVI ORIZZONTI. Ero atea ero e sono una “libera interiormente”, ribelle a schemi precostituiti, ribelle ad immaginette, acqua proveniente da vari posti del mondo. Il nostro Signore lo facciamo diventare un amuleto, un porta fortuna.Nessuno avrebbe potuto prendere il mio cuore e la mia anima come Cristo Risorto presente in voi . Vi amo fino al punto di commuovermi. Vi amo in Cristo Risorto perchè vive in me. Mi ama il mio Abbà come nessuno è stato mai capace di fare. Mi ama e questo amore grande che supera tutto lo portiamo agli altri umilmente, soltanto con LA SUA PAROLA. Grazie Davide perchè hai reso ancora + chiaro ciò che ho capito in tre splendidi anni con voi.Unitissimi nello Spirito.

  3. Pubblicato 12 agosto 2009 alle 01:06 | Permalink

    Purtroppo non riusciamo a liberarci dagli schemi mentali che sono in noi tanto radicati. Pensiamo all’evangelizzazione come a un bel discorso da fare e non ci sentiamo mai pronti e preparati. Si tratta, invece, “più semplicemente” di offrire la nostra testimonianza. C’è bisogno del coraggio che solo lo Spirito Santo può darci. Ecco perché l’evangelizzazione va preparata e accompagnata sempre dalla preghiera. I frutti sarà poi il Signore a raccoglierli. Non temiamo, se in apparenza le reti da noi gettate nel mare del nostro mondo rimangono vuote. Con noi c’è il Risorto!
    Grazie a don Davide Banzato per l’esempio che dà a tutti noi cristiani. Siamo abituati a “pescare” vicino la spiaggia. Tu, Davide, ci insegni ad andare senza paura nel mare aperto, profondo e insidioso, ma con tanta sete di Dio.

  4. gina novello
    Pubblicato 12 agosto 2009 alle 11:36 | Permalink

    Si passa parte di vita con una fede tiepida e assopita, una messa ogni tanto preghiere incostanti, magari con un pensiero continuo a Gesù però con gli occhi semichiusi alla realtà, all’altro a chi ti stà vicino, tanto presi da un quotidiano fino ad arrivare alla consapevolezza che non si è raccolto niente altro che amarezze…ad un certo punto ti accade che pregando, non senti sole le tue parole che ringraziano , implorano, ma nella preghiera ricevi risposte, e così ti si aprono per la prima volta tutti i sensi, e vedi per la prima volta tutto sotto un aspetto diverso, e sei sensibile a ciò che ignoravi, attento a chi chiede aiuto anche solo con gli occhi ,non hai bisogno neanche che parli e tu noti il dolore, e la richiesta di aiuto che un nostro fratello ci fà… chi può diriggere se non Dio un simile cambiamento? chi riesce meglio di Gesù a suggerirti la via da percorrere…. da quel momento in poi nulla ti spaventa, si superano le ansie, le paure, tutto passa in secondo piano , perchè al primo posto stà Gesù che vive in tiitti quelli che soffrono e tu senti il bisogno di prendertene cura…………..

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