Al fine di evitare facili strumentalizzazioni o comunque ambiguità, provo a riprendere l’articolo di Don Davide Banzato uscito ieri sul sito.
Per leggere in verità quell’articolo occorre inserirsi nel linguaggio con il quale comunica. E’ il linguaggio spirituale, dei mistici.
Un esempio lo possiamo fare con san Paolo quando scriveva alla città di Efeso: “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio” . Sono quelli di Paolo insegnamenti espressi in categorie spirituali per descrivere una situazione culturale difficile per i primi cristiani.
Quindi nessun anatema nei confronti della città di Riccione, ma semplicemente una constatazione spirituale.
Don Davide ha messo in vetrina le possibilità di Satana, ma non possiamo ricordare anche il lavoro prezioso delle nostre comunità parrocchiali in questo contesto culturale
A Riccione c’è una chiesa viva, aperta ai giovani, capace di collaborare. E’ una chiesa dinamica, frizzante. La gente stessa è ancorata saldamente alla religiosità dei padri.
Proprio eri il rettore del Semirio di Firenze mi diceva che confessando diversi Riccionesi ha letto in loro un fede semplice e genuina, molto diversa, ad esempio, di quella dai fiorentini che reputava simpaticamente più “barbari”. Forte a Riccione è anche la spinta alla carità. Quanta generosità ho constatato per questa missione. Quanti alberghi hanno contribuito, quanta sensibilizzazione intorno all’evento, quanto impegno dei volontari! Riccione ha delle parrocchie che funzionano veramente, ha un centro Caritas interparrocchiale, un Centro Missionario, il Centro aiuto alla vita, il Punto Giovane, movimenti e associazioni…insomma nessuno potrà dire che a Riccione la fede è sepolta.
Ma è comunque una Riccione assediata dal Diavolo. Certo. Non possiamo non dire anche questo. Satana agisce. Non chiudiamo gli occhi. Dove c’è la trasgressione, dove il conteso induce al peccato, dove le strutture creano mondi fittizi, allora lì il Diavolo agisce.
Poi ognuno la pensi come vuole; ma noi sappiamo che è così. Bigliettini di porno dive sui tergicristalli delle macchine possono dire uno svago qualunque, ma per noi cristiani è certo una trappola di satana. Se il sesso senza amore è semplice divertimento per la mentalità corrente, per noi è peccato. Ma non per fare moralismi. Perché per noi cristiani il peccato è meno pesante rispetto a chi non lo prende in considerazione; perché il peccato è vinto da Gesù! Quindi non ci fa paura. Quello che fa paura è invece travestirlo da cosa normale…lo fanno tutti! Ebbene anche questa è una trappola di Satana. Perché il peccato messo in luce davanti a Gesù è vinto, quello che si gioca nelle tenebre è invece incurabile. E gli effetti sono devastanti: tristezza, angoscia, depressione. In un linguaggio spirituale possiamo dire che ogni malessere interiore è frutto del peccato. E al peccato ci porta il Demonio.
Quindi niente anatemi per Riccione. I ragazzi che incontriamo sono tutti belli e pieni di vita, ma non possiamo tacere sulle trappole malefiche, che in un contesto di sballo e di trasgressione ci inseriscono facilmente nelle fauci di satana. “Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare”. (1 Pietro 5.8)
Don Franco





