La testimonianza di Giulia

Un’ondata di grazia! Sin dalla prima serata di preghiera comunitaria ho avvertito nel cuore una gioia incredibile, a cui si è aggiunta con tanta commozione l’esperienza della misericordia durante
la confessione.
Poi inginocchiata davanti all’Eucaristia mi sono detta: non c’è davvero niente di più bello, niente che mi dia più gioia che vivere questi momenti insieme. Nessuna vacanza, nessun’esperienza figa mi dà quella pienezza del sentirmi insieme a dei fratelli nel cuore di Dio.

Nei giorni seguenti, abbiamo potuto confermare quanto ci diceva don Davide nella formazione: il più delle volte, era come se la gente assetata avesse trovato un po’ d’acqua nel deserto. Non c’era bisogno di convincerli a fermarsi ad ascoltare cosa facessimo. Erano curiosi, erano desiderosi di sentire dare un nome a colui che ci ha svoltato la vita. Non energia, non lo yoga, il buddhismo, ma Gesù Cristo. E i
giovani non si scandalizzavano, erano molto più aperti e disponibili di tanti adulti.
Incontri particolari per me:
Tante persone che (come me) avevano avuto recentemente dei lutti in famiglia: non ho potuto fare altro che piangere con loro davanti a Gesù, pregare per loro, immaginarmi di abbracciare i miei cugini che hanno appena perso il papà, mia madre che ha perso sua mamma e ascoltare anche quel mio dolore che spesso ignoro.
E poi tanti tanti giovani adolescenti che inizialmente quasi per sfida entravano in chiesa a gruppi di 6/8 e, una volta conclusa la Luce nella Notte, pieni di una nuova gioia, andavano fuori a invitare i loro amici. Tutto incredibilmente bellissimo.

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