La testimonianza di Matteo

Non era la mia prima volta in “Luce nella Notte”, eppure queste sere a Riccione, Gesù e Maria mi hanno riempito di uno stupore nuovo, crescente, come se tutto cominciasse da capo.

Non bastano le parole per esprimere la pioggia di Grazie che mi ha inondato e colmato il cuore. Ho visto entrare in chiesa ragazzi, uomini e donne che forse non si aspettavano nulla. E invece, uno dopo l’altro, si lasciavano sorprendere da Lui.

Un uomo grande e robusto, sulla cinquantina, emigrato in Germania, con il volto segnato dalla vita, che a fine preghiera tra le lacrime mi ha detto: “Ah, però… non mi aspettavo fosse così, entrando dalla porta della chiesa!”

Una ragazza che portava dentro di sé le cicatrici di un passato difficile, ma con lo sguardo pieno di speranza dopo la Luce nella Notte, commossa, che guardando il fratello accanto a sé, mi ha sussurrato: “Il miracolo più grande è vederlo qui, davanti a Gesù, erano decenni che non metteva piede in chiesa”.
E ancora, una giovane ex missionaria di Riccione che, inginocchiata e in lacrime: “Grazie per ciò che fate. Erano anni che non provavo un’emozione così”.

Tra tutte, c’è un’immagine che custodisco nel cuore e che non mi capita spesso: il momento di preghiera con una bimba. In ginocchio sull’altare con me, la bimba non si è persa una parola, è stata attentissima come un vero angioletto, per tutto il tempo, nonostante l’orario della notte.

Alla fine della preghiera mi sono voltato e ho scoperto che la mamma aveva terminato prima di noi, e ormai uscita, l’aveva affidata a me. Mi sono ritrovato così a camminare lungo la navata mano nella mano con la piccola, tranquilla come un angioletto, fino all’esterno della chiesa dove c’era la mamma sorridente. Un gesto semplice, ma pieno di fiducia e tenerezza, che per me è stato un dono.

Solo dopo ho saputo che era stato Ricky, rimasto fuori, a invitare mamma e figlia a partecipare in Luce della Notte. Proprio con Ricky nel pomeriggio ero in coppia di evangelizzazione in spiaggia, evidentemente lo Spirito continuava a tessere il nostro lavoro di squadra.

Sono piccoli segni, ma ciascuno porta dentro una Luce immensa. Io metto poco: una mano, un ascolto, una parola, e Lui fa tutto il resto. E ogni volta, lo stupore ricomincia.

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