La testimonianza di Parishat

Ciao! Per chi non lo sapesse, in questi giorni sono stato a Riccione per una missione di evangelizzazione di strada, il cui tema era “Chi ha sete venga a me”. È stata un’esperienza illuminante, la mia prima volta. Le giornate erano scandite da un programma preciso: la mattina c’era la formazione, il pomeriggio eravamo in spiaggia e la sera partecipavamo alla messa, seguita dall’adorazione eucaristica e da un giro per le strade.

Devo ammettere che all’inizio ero un po’ timoroso, ma una volta arrivato lì, la mia prospettiva è cambiata completamente.

L’esperienza è iniziata con l’incontro col Vescovo di Rimini, che ci ha incoraggiati a metterci in gioco nella missione. C’erano diverse attività di formazione tra cui scegliere, ma ho seguito il mio istinto e mi sono unito al gruppo “Luce nella Notte”.

Sono stati giorni intensi, fatti di richieste, ascolto e dialogo.
L’attività di “Luce nella Notte” è molto impegnativa: accompagnare le persone in chiesa, davanti al Santissimo, dare loro un bigliettino anonimo per scrivere preghiere o preoccupazioni e raccogliere un
versetto della Parola di Dio per conversare con loro. Volendo, potevano anche confessarsi con un sacerdote disponibile.

Ho parlato con diverse persone, e in alcuni casi non è stato semplice.
Per esempio, ho incontrato:
una madre che lotta per sua figlia diciottenne che non accetta la famiglia;
una donna che ha il marito e i figli in Ucraina, mentre lei si trova in Italia;
una persona che pratica sia l’induismo che il cristianesimo.

Ho capito quanto siano importanti le relazioni per trasformare le tenebre in luce attraverso la preghiera e il dialogo.

Sono molto contento di questa esperienza, anche per le amicizie che sono nate con altri missionari, con cui ho condiviso la quotidianità e la mia relazione con Dio. È stata un’esperienza unica e significativa anche per la mia crescita personale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *