
Da pochi giorni è terminata la “Missione di spiaggia e di strada a Riccione”.
Per me Riccione è un luogo speciale, il punto zero della mia vita.
In quella stessa Chiesa, in un angolino che ricordo bene, dinnanzi all’altare, Dio mi ha incontrata.
Era l’estate del 2008.
Ero dentro una doppia vita, con giardini segreti nel cuore a cui non facevo accedere nessuno, ero in una vita a metà.
Avevo una sete infinita nel cuore di verità, autenticità, libertà, radicalità, Felicità.
Cercavo Dio e non lo sapevo.
Avevo apparentemente tutto: università a pieni voti, tanti amici, famiglia, educatrice in parrocchia, ma un senso di vuoto e di non-senso abitava il mio cuore.
Alla ricerca di un modo per non sentire il dolore e la solitudine interiore che mi abitava coprivo le mie notti con quella che per due anni divenne la mia dipendenza: il mondo della chat.
Un mondo finto, sleale, fatto di apparenze, un mondo che ti promette tanto ma poi ti lascia con l’amaro in bocca e con un cuore di pietra.
Arrivai così a Riccione: schiava della mia dipendenza, con un grido nel cuore: “Signore, salvami, liberami, ti prego!”
Fu proprio lì, in quell’angolino all’interno della Chiesa di “Gesù Redentore” che il Signore non tardó ad arrivare.
Ancora gli occhi mi si riempiono di lacrime ogni volta che torno lì con la mente e con il cuore.
Eravamo 100 giovani missionari, durante un momento di preghiera iniziale della missione del 2008; io non ero abituata a stare in adorazione davanti a Gesù Eucarestia, anche se ero educatrice in parrocchia, non avevo veramente incontrato il vero volto di Dio.
In quei pochi secondi che sembrarono durare un’eternità, mentre con tutto il mio cuore gridavo: “Signore, liberami, non ce la faccio più!” ho fatto esperienza dentro me di un oceano di Amore che mi ha travolta.
Le mie mani erano sporche di peccato ma il Signore non disdegnó nulla di me.
Mi avvolse con la Sua tenerezza, la Sua Misericordia, la Sua Cura. Facevo esperienza che nulla di me era giudicato, non avevo un dito puntato addosso, non valevo meno per quanto avevo combinato, non ero il mio peccato, no.
Ero figlia Amata.
Ero rivestita della mia dignità.
Ero rialzata.
Ero “misericordiata”.
Ero guardata per quello che ero.
Ero liberata.
Ricordo che mi immersi per qualche istante in questa sensazione profondissima di amore, dentro un oceano di Misericordia che era tutto per me ed era gratuito perché già pagato a caro prezzo dal Sangue di Dio.
“Non sono i sani che han bisogno del medico ma i malati, non i giusti ma i peccatori”.
Comprendevo in quell’istante la bellezza della Chiesa e di un Dio che era venuto per me.
Non dovevo essere perfetta, brava, buona, per potermi avvicinare a Dio. No. Gesù era venuto per me proprio perché ero malata nel cuore e peccatrice.
Che liberazione!! Che novità fantastica!!! Che Gioia immensa essere Amati così!
C’è un Dio che non vede l’ora di incontrarti proprio lì, nel tuo buio, nel tuo deserto, nei tuoi “perché” gridati al cielo, nella tua incomprensione per poterti Amare ed essere Lui la risposta al tuo cuore inquieto.
Per me è stato così.
Questa fu la mia missione a Riccione nel 2008.
Come puoi dopo tanta Grazia non restituire quanto hai scoperto e vissuto, non solo partecipando ad altre missioni ma ridonando la vita stessa perché tanti altri giovani possano conoscere questo Amore?!
E così iniziò la mia avventura con il mondo dell’evangelizzazione e della prevenzione nell’Opera di Nuovi Orizzonti.
In questi 16 anni attraverso il mio servizio il Signore mi ha donato di incontrare infiniti giovani. Non ricordo tutti i loro volti, ma ricordo il grido, la sete, il non-senso che portano nel cuore e il bisogno di una risposta per non cadere nelle menzogne che il mondo vende.
Io penso c’è Gioia più grande che “DARE LA VITA”.
L’ha fatto Gesù, unico vero Maestro, e ho compreso che consumarsi per Amore è tanto faticoso, talvolta doloroso, ma che ne vale la pena perché la vita si riempie di pienezza, di sapore.
Oggi ai giovani dico: “Andate fino in fondo! Spendi la tua vita per Amare e per amore! Vai fino in fondo, non aver paura!”
In questi giorni, dal 13 al 17 Agosto, alla missione di Riccione ho contemplato 80 ragazzi, provenienti da tutta Italia, che si sono messi in gioco, portando il Vangelo a chi incontravano per le vie di Riccione.
Ricordo i loro volti quando sono arrivati e quando son partiti: erano immensamente più felici alla fine, anche se con poche ore di sonno e stanchi morti, perché c’è molta più Gioia nel donare che nel ricevere!!!
Allora GRAZIE GESÙ perché sei un Dio fedele, che non si lascia mai vincere in generosità, che riempie la Vita, sei il Senso della Vita, e dirti SÌ è impegnativo ma infinitamente bello!